PAGINA IN COSTRUZIONE

LA PASQUA

Mentre ora la Pasqua è simboleggiata dall’uovo di cioccolata e dalla colomba, un tempo era già un lusso festeggiare con uova di gallina. E’ inutile sottolineare che l’aspetto maggiormente sentito era quello religioso. Già nel periodo di quaresima le donne seminavano semi di grano, di segale, di frumento in piccoli vasi che poi erano tenuti al buio; le piantine che, nate e cresciute in assenza totale di luce, erano bianche per la mancanza di clorofilla e allungate, venivano deposte attorno al sepolcro il Venerdì Santo a simboleggiare che nulla può vivere se manca la luce di Dio. In questo giorno le campane venivano “legate” e il loro suono era sostituito dalla “graçella”, strumento di legno che, ruotando, produce un rumore sordo.
Il Sabato mattina, quando le campane venivano sciolte, la gente si andava a bagnare gli occhi alla fontana per purificarsi l’anima. Sempre in questa giornata le donne bollivano le uova da benedire dipingendole con colori ottenuti dalle erbe selvatiche: le foglie di cipolla conferivano un colore marrone, il croco uno giallo, le ortiche uno verde e le bietole uno rosso. Dopo averle sistemate in un cestino, le uova venivano coperte da un bel tovagliolo bianco adornato di nastri colorare e portate in chiesa su un altare laterale.
Dopo la Messa di Mezzanotte, le uova venivano benedette, pronte per essere mangiate, a digiuno, la mattina successiva. Altre uova venivano bollite non a scopi religiosi, ma per il gioco del cocin-cocetto, che si svolgeva la domenica pomeriggio. Il gioco era molto semplice: due persone si sfidavano cozzando fra loro le estremità delle uova; colui che aveva l’uovo più resistente, vinceva anche quello dell’avversario. Un altro gioco in cui si utilizzavano le uova, era il “ruzzolino”, gioco simile alle bocce. Il passatempo che aveva la durata più lunga era “Forra al vérdo” (fuori il verde) perché cominciava con la quaresima.
Era prevalentemente praticato dai bambini che, quando s’incontravano, dicevano: «Forra al vérdo!» Chi non aveva qualcosa di verde (bosso, oggetti, ecc.) perdeva ed era tenuto a dare all’altro, nel giorno di Pasqua, l’ormai citato e ricitato uovo.

IL MAGGIO DELLE ANIME PURGANTI

ino agli anni '40, a Tagliole si era soliti festeggiare "Il Maggio delle Anime Purganti". Per realizzare tale manifestazione si cantavano strofe in cui erano messe in risalto le sofferenze delle anime del Purgatorio, per le quali, ai fedeli, si chiedevano preghiere ed aiuti materiali. La prima domenica di Maggio, gruppi di persone, accompagnati da musicisti, andavano di casa in casa cantando e recitando tali strofe a cui seguivano, come già detto, richieste di preghiere e di offerte in natura. I doni ricevuti (formaggio, grano, ecc..) erano venduti al miglior offerente ad un'asta che si teneva il 24 Giugno, festa di San Giovanni Battista, patrono del paese, giorno di gran festa perché salutava il ritorno degli emigranti. Il ricavato della vendita era utilizzato per la celebrazione di messe in suffragio delle anime dei trapassati. Purtroppo, come altre usanze, anche questa si è persa con il passare degli anni; fortunatamente, le strofe del Maggio delle Anime Purganti non sono state tramandate solo oralmente, ma sono state scritte e continueranno il cammino con noi attraverso i secoli. "Vi lasciamo per finire questo ricordo a tutti giovani, vecchi, a voi fanciulli e putti che mai non vi scordiate, che mai non vi scordiate del Purgatorio l'anime sacrate."

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